CEFALEA E PERSONALITA’: Quali sono le persone maggiormente colpite?

Esistono alcune somiglianze nei tratti di personalità tra coloro che soffrono di cefalea, pur tenendo conto della diversa storia personale e delle esperienze soggettive di ciascun individuo che stanno alla base delle varie patologie alle quali il soggetto stesso può andare incontro.

Quali sono queste somiglianze?

  • Tendenza a somatizzare pensieri disturbanti: alcuni studi dimostrano che tali persone in genere tendono a manifestare il loro disagio attraverso il corpo. Quando è difficile comunicare con la mente, è il corpo a parlare.
  • Tendenza a sentirsi sotto stress in varie situazioni (lavoro e vita quotidiana): alcune persone riferiscono di non riuscire a trovare momenti di svago e di riposo. Vi è una grossa difficoltà a rilassarsi.
  • Sono comuni tratti di perfezionismo, ambizione e rigidità: spesso è presente una notevole aspettativa verso sé stessi, un forte senso del dovere e la tendenza a chiedere a sé stessi sempre di più.
  • Incapacità di affidare ad altri compiti di responsabilità: sia perché è presente la convinzione che “io lo faccio sicuramente meglio”, sia per la scarsa fiducia verso l’altro.
  • Tendenza a scaricare l’ostilità e la rabbia attraverso un “attacco di mal testa”: quando la rabbia non può essere scaricata verso l’esterno, viene rivolta verso di sé.
  • Tendenza ad esprimere sentimenti di colpa attraverso il dolore fisico: in genere si parla di senso di colpa nei confronti dell’altro per qualcosa di cui il soggetto si ritiene responsabile.

Fonte: Bussone, Casucci, Frediani, Manzoni, Bonavita. Le cefalee: manuale teorico-pratico. Ed. Springer.

Valentina Bennati

LA MINDFULNESS IN AIUTO ALLA CEFALEA MUSCOLO-TENSIVA

Cos’è la mindfulness?

La Mindfulness è uno stato di consapevolezza che si ottiene concentrando la propria attenzione al momento presente. E’ un modo di essere aperti alla nostra esperienza per come si presenta, momento dopo momento, attraverso un atteggiamento non giudicante e accogliente verso sé stessi e la propria esperienza interiore.

Perché è importante stare con la mente nel presente?

Per la maggior parte del tempo funzioniamo in modo automatico, meccanico, senza essere davvero consapevoli dell’esperienza che stiamo vivendo. La nostra mente vaga e ci porta indietro nel passato, a quello che abbiamo fatto o non fatto e avanti, anticipando il futuro. Saltiamo con la mente avanti e indietro e non ci concediamo di fermarci sul presente. In questo modo non possiamo essere pienamente consapevoli delle nostre emozioni, delle sensazioni che provengono dal nostro corpo e dei nostri pensieri.

Durante la giornata ci sommergiamo di cose da fare o troviamo di tutto per distrarci, per non ascoltarci, per sfuggire dalle problematiche che ci affliggono. Per un po’ di tempo ce ne dimentichiamo, è vero, il nostro metodo è efficace. Ma solo per poco perché quelle stesse problematiche si presenteranno di nuovo e noi saremo ancora più affaticati e privi di energie per farvi fronte.

Dobbiamo invece imparare a fermarci e stare anche con quelle sensazioni tanto difficili da sopportare e che ci creano disagio, senza fuggire da esse o cercare in tutti i modi di respingerle.

Come aiuta la Mindfulness a curare la cefalea tensiva?

La pratica di Mindfulness è particolarmente adatta per la cefalea tensiva causata da tensioni e stress, avvertiti sia a livello fisico (dolore al capo, nella zona cervicale, al collo, alle spalle e nelle zone lombari e dorsali) sia mentale, che la persona ha difficoltà a gestire nella vita di tutti i giorni.

Praticare la Mindfulness permette di:

  • alleviare le tensioni e il dolore associato nelle zone interessate
  • prestare maggiore attenzione al momento presente
  • liberare la mente dalle preoccupazioni e quindi da pensieri negativi che potrebbero essere all’origine del mal di testa
  • avere una consapevolezza maggiore dei propri pensieri, delle proprie emozioni e delle sensazioni che si avvertono nel corpo
  • percepire una maggiore auto-efficacia nel gestire il dolore
  • ricorrere in misura minore a cure farmacologiche
  • migliorare la qualità di vita
  • godere del momento presente, liberi dal dolore

Quanto tempo occorre per imparare la Mindfulness e con quali modalità?

Gli esercizi di Mindfulness prevedono 8 incontri individuali con cadenza settimanale (circa due mesi). Durante questi incontri è possibile imparare gli esercizi per mantenere l’attenzione focalizzata sul momento presente, sui pensieri, sulle emozioni, sul respiro, sulle varie parti del corpo, sul movimento del corpo nello spazio e sulle sensazioni fisiche percepite nel qui ed ora, aumentando la propria consapevolezza e la conoscenza di sé.

Valentina Bennati

Fonti:

  • Bussone G., Casucci G., Frediani F. (2007). Le cefalee. Manuale teorico-pratico. Springer
  • Preziosi E. (2017). Corso di Meditazione di Mindfulness. Conosco, conduco, calmo il mio pensare. FrancoAngeli

SONO STRESSATO: MI DEVO PREOCCUPARE? Quando lo stress danneggia la salute

Lo stress non è solo una condizione negativa. Una dose adeguata di stress ci permette di essere attivi ed avere buone prestazioni. Diventa negativo quando è troppo elevato e ci porta ad avere prestazioni poco adeguate.

Quando proviamo stress?

Ci sentiamo stressati quando le richieste dell’ambiente esterno ma anche del nostro organismo superano le risorse interne e le risorse che riceviamo dall’esterno, in altre parole quando quello che ci troviamo ad affrontare va al di là delle nostre capacità di farvi fronte.

Quando lo stress è eccessivo e ci dobbiamo preoccupare per la nostra salute?

A lungo andare una condizione di stress eccessivo prolungata porta ad un abbassamento delle nostre prestazioni e può favorire la comparsa di disturbi specifici dello stress.

Quali sono i segnali dello stress eccessivo?

  • Segnali emotivi: ansia, irritabilità, insicurezza, umore depresso, pianto, senso di oppressione
  • Segnali comportamentali: uso eccessivo di tranquillanti, eccesso di fumo, di alcool, mangiare compulsivamente (fame nervosa), criticare gli altri, impossibilità di portare le cose a termine
  • Segnali cognitivi: confusione, ridotte capacità di memoria, minore concentrazione, distrazione facile, problemi a pensare in maniera chiara

A lungo andare questi segnali, se trascurati, possono portare ad una condizione cronica di stress e compromettere la nostra salute e la nostra qualità di vita.

Come facciamo a rimanere nella “dose adeguata di stress” senza eccedere?

Al fine di non andare incontro ad un esaurimento delle nostre energie e risorse di fronte a richieste che divengono eccessive e non fronteggiabili occorre imparare a gestire lo stress. In questo modo preserviamo la nostra salute.

Come si gestisce lo stress?

  • fermarsi e ascoltare il nostro corpo e i segnali che ci mostra (stanchezza, difficoltà a dormire, respiro corto, difficoltà nella digestione, cefalea, sensazione di testa vuota o confusa…)
  • dedicarci del tempo per riposare, recuperare energie ogni volta che ne sentiamo la necessità
  • mantenere una routine quotidiana regolare (pasti, attività fisica, lavoro, tempo libero, riposo e sonno)
  • praticare esercizi di rilassamento (respirazione controllata, tecniche di visualizzazione guidata, training autogeno)
  • praticare meditazione, con mindfulness o yoga
  • leggere, ascoltare musica, ballare, guardare film, coltivare piccoli hobby, fare palestra o qualsiasi altra attività che ci permetta di scaricare la tensione accumulata.

Abbi buona cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui devi vivere (Jim Rohn)

Fonte: Porcelli P. (2009). Medicina psicosomatica e psicologia clinica. Modelli teorici, diagnosi, trattamento. Raffaello Cortina Editore

Valentina Bennati

BURNOUT ED ESAURIMENTO EMOTIVO: COME USCIRNE

Il burnout è l’esito patologico di una condizione di stress prolungata che porta ad un logoramento psicofisico dovuto alla mancanza di energie per sostenere e gestire lo stress accumulato.

Quali sono i sintomi?

  • Sintomi fisici: cefalea, nausea, tachicardia, insonnia, debolezza, difficoltà respiratorie.
  • Sintomi emotivi: difficoltà di concentrazione, sensazione di fallimento, senso di colpa, minore investimento nel lavoro e nelle relazioni sociali, rabbia, isolamento, distacco emotivo.
  • Sintomi comportamentali: aggressività, irrequietezza, apatia, abuso di alcool o sostanze.

Cos’è il burnout e chi colpisce?

La sindrome di burnout può essere intesa come una condizione di stress lavorativo che riguarda ambiti di lavoro dove è presente una forte componente pressante e di elevata responsabilità. In genere colpisce figure che ricoprono ruoli assistenziali, come medici, educatori, infermieri, psicologi, assistenti sociali, forze dell’ordine…

Quali sono i rimedi per superare il burnout?

Innanzitutto è importante saper riconoscere i sintomi e agire in modo tempestivo.

Una terapia efficace è quella cognitivo-comportamentale: aiuta ad aumentare la consapevolezza rispetto ai sintomi e alle cause del burnout e fornisce strategie efficaci per gestire la sintomatologia, aumentare il benessere e la motivazione personale.

Importante inoltre agire sulle abitudini lavorative andando a modificarle laddove è necessario e adottare strategie utili per combattere lo stress quotidiano.

Valentina Bennati